liscio come l’Oglio

LENTO liscio come l'Oglio
Ecco il percorso, disegnato in 8 tappe ad anello, da Torre d'Oglio ad Acquanegra sul Chiese

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Torre d’Oglio > Corte Sant’Alberto

Un viaggio alla scoperta del territorio del basso Oglio, che in questa prima tappa prende il via dal ponte di barche di Torre d’Oglio, simbolo suggestivo come pochi del profondo rapporto tra l’uomo e il fiume. Sterrate e strade secondarie guidano alle frazioni di Cesole (con la villa gonzaghesca Negri) e a Canicossa, per poi ricondurre all’argine sinistro dell’Oglio. Il paesaggio fluviale ci accompagna con i suoi scorci mutevoli fino a Corte Sant’Alberto, ammantata dai silenzi delle terre di golena.

Corte S.Alberto > Campitello A Corte Sant’Alberto, nella golena un tempo paleomeandro del fiume Oglio, il tempo sembra essersi fermato: un prezioso nucleo di antico bosco planiziale e memorie di vita contadina svelano tesori di natura e cultura popolare. L’argine fluviale, fedele compagno di viaggio fino alle porte di Campitello, guida il viandante a scoprire impianti idrovori, ponti e altri luoghi – come la Casa dell’Ente “Valle” – carichi di storia e di tradizione. 
Campitello > Marcaria Da Campitello, un itinerario di straordinario interesse naturalistico e di grande valore paesaggistico conduce – percorrendo la strada dell’argine – a San Michele in Bosco e, a ridosso dell’abitato di Marcaria, alla Riserva Naturale “Le Torbiere di Marcaria”, area protetta di particolare pregio nel territorio del Parco Oglio Sud, ricchissima di biodiversità floro-faunistica e famosa, in particolare, per le colonie di aironi di diverse specie, qui nidificanti.  
Marcaria > Oasi WWF Le Bine Questa tappa congiunge località di riconosciuta valenza storica e regala, al tempo stesso, atmosfere di intramontabile fascino: Corte Castiglioni a Casatico, le mura e le fortificazioni di Redondesco, la profonda quiete dell’antico Oratorio della Beata Vergine ai Campi Bonelli. E la natura torna protagonista sull’argine dell’Oglio dopo Mosio e all’oasi naturalistica “Le Bine” (Acquanegra sul Chiese), centro di educazione ambientale nel territorio del Parco Oglio Sud.
Oasi WWF Le Bine > S. Martino dall’Argine Dall’oasi naturalistica “Le Bine, passando per Calvatone e Romprezzagno, il cammino conduce all’importante centro abitato di Bozzolo, carico di storia e di tradizione, che ha conosciuto personaggi di spicco nell’ambito culturale e sociale dell’intera provincia mantovana. Per tranquilla strada secondaria si raggiunge infine San Martino dall’Argine, con i suoi accoglienti portici e la Chiesa Castello. 
S. Martino dall’Argine > Gazzuolo È di nuovo l’argine fluviale, in questa tappa, a delineare in sponda destra un percorso che, seguendo il placido corso dell’Oglio meandro dopo meandro, sorprende per l’incessante mutevolezza paesaggistica: golene ora ampie ora ristrette, rive coperte di vegetazione, vasti pioppeti, voli di uccelli, possibili avvistamenti di esemplari di varia fauna selvatica. L’edificio di Chiavica Gasparetti e la chiesa di San Pietro preludono, ormai, all’abitato di Gazzuolo.

Gazzuolo > Commessaggio

Da Gazzuolo – passando per Nocegrossa – si seguono strade secondarie, per lo più sterrate, immerse nei silenzi dell’ariosa campagna, che inducono il viandante a farsi tutt’uno con l’andare, una volta di più senza fretta, all’insegna della lentezza. La meta è il paese di Commessaggio, con l’imponente edificio del Torrazzo e il rinnovato incanto del locale ponte di barche sul canale Navarolo.

Commessaggio > Torre d’Oglio

Da Commessaggio si costeggia il corso del canale Navarolo, fittamente bordato di vegetazione palustre, passando di fronte alla cascina “La Silenziosa” dell’artista Italo Lanfredini. Si rimonta quindi sull’argine destro dell’Oglio, che conduce a Boccabassa e al maestoso impianto idrovoro di San Matteo delle Chiaviche. La meta finale è ormai vicina: una comoda ciclabile transita accanto alla caratteristica edicola votiva della Madonna dei Correggioli e prosegue fino al ponte di barche di Torre d’Oglio, dove il cammino aveva preso il via.

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LENTO liscio come l'Oglio
Ecco il percorso, disegnato in 8 tappe ad anello, da Torre d'Oglio ad Acquanegra sul Chiese

Un itinerario di circa 100 km percorribile a piedi o in bicicletta, risalendo dalla confluenza Oglio-Po a ritroso fino a Calvatone-Acquanegra presso l'Oasi WWF Le Bine attraverso le due sponde del fiume Oglio.

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Torre d’Oglio > Corte Sant’Alberto

Un viaggio alla scoperta del territorio del basso Oglio, che in questa prima tappa prende il via dal ponte di barche di Torre d’Oglio, simbolo suggestivo come pochi del profondo rapporto tra l’uomo e il fiume. Sterrate e strade secondarie guidano alle frazioni di Cesole (con la villa gonzaghesca Negri) e a Canicossa, per poi ricondurre all’argine sinistro dell’Oglio. Il paesaggio fluviale ci accompagna con i suoi scorci mutevoli fino a Corte Sant’Alberto, ammantata dai silenzi delle terre di golena.

Corte S.Alberto > Campitello A Corte Sant’Alberto, nella golena un tempo paleomeandro del fiume Oglio, il tempo sembra essersi fermato: un prezioso nucleo di antico bosco planiziale e memorie di vita contadina svelano tesori di natura e cultura popolare. L’argine fluviale, fedele compagno di viaggio fino alle porte di Campitello, guida il viandante a scoprire impianti idrovori, ponti e altri luoghi – come la Casa dell’Ente “Valle” – carichi di storia e di tradizione. 
Campitello > Marcaria Da Campitello, un itinerario di straordinario interesse naturalistico e di grande valore paesaggistico conduce – percorrendo la strada dell’argine – a San Michele in Bosco e, a ridosso dell’abitato di Marcaria, alla Riserva Naturale “Le Torbiere di Marcaria”, area protetta di particolare pregio nel territorio del Parco Oglio Sud, ricchissima di biodiversità floro-faunistica e famosa, in particolare, per le colonie di aironi di diverse specie, qui nidificanti.  
Marcaria > Oasi WWF Le Bine Questa tappa congiunge località di riconosciuta valenza storica e regala, al tempo stesso, atmosfere di intramontabile fascino: Corte Castiglioni a Casatico, le mura e le fortificazioni di Redondesco, la profonda quiete dell’antico Oratorio della Beata Vergine ai Campi Bonelli. E la natura torna protagonista sull’argine dell’Oglio dopo Mosio e all’oasi naturalistica “Le Bine” (Acquanegra sul Chiese), centro di educazione ambientale nel territorio del Parco Oglio Sud.
Oasi WWF Le Bine > S. Martino dall’Argine Dall’oasi naturalistica “Le Bine, passando per Calvatone e Romprezzagno, il cammino conduce all’importante centro abitato di Bozzolo, carico di storia e di tradizione, che ha conosciuto personaggi di spicco nell’ambito culturale e sociale dell’intera provincia mantovana. Per tranquilla strada secondaria si raggiunge infine San Martino dall’Argine, con i suoi accoglienti portici e la Chiesa Castello. 
S. Martino dall’Argine > Gazzuolo È di nuovo l’argine fluviale, in questa tappa, a delineare in sponda destra un percorso che, seguendo il placido corso dell’Oglio meandro dopo meandro, sorprende per l’incessante mutevolezza paesaggistica: golene ora ampie ora ristrette, rive coperte di vegetazione, vasti pioppeti, voli di uccelli, possibili avvistamenti di esemplari di varia fauna selvatica. L’edificio di Chiavica Gasparetti e la chiesa di San Pietro preludono, ormai, all’abitato di Gazzuolo.

Gazzuolo > Commessaggio

Da Gazzuolo – passando per Nocegrossa – si seguono strade secondarie, per lo più sterrate, immerse nei silenzi dell’ariosa campagna, che inducono il viandante a farsi tutt’uno con l’andare, una volta di più senza fretta, all’insegna della lentezza. La meta è il paese di Commessaggio, con l’imponente edificio del Torrazzo e il rinnovato incanto del locale ponte di barche sul canale Navarolo.

Commessaggio > Torre d’Oglio

Da Commessaggio si costeggia il corso del canale Navarolo, fittamente bordato di vegetazione palustre, passando di fronte alla cascina “La Silenziosa” dell’artista Italo Lanfredini. Si rimonta quindi sull’argine destro dell’Oglio, che conduce a Boccabassa e al maestoso impianto idrovoro di San Matteo delle Chiaviche. La meta finale è ormai vicina: una comoda ciclabile transita accanto alla caratteristica edicola votiva della Madonna dei Correggioli e prosegue fino al ponte di barche di Torre d’Oglio, dove il cammino aveva preso il via.

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